Principali Borse mondiali

Le Borse sono i mercati regolamentati dove vengono scambiati tutti gli strumenti finanziari emessi da società ed istituzioni per raccogliere denaro e in tal modo finanziarsi. Lo scambio può riguardare azioni, valute e strumenti derivati.

La prima Borsa risale al lontano 1530
, anno di nascita di quella di Amsterdam, a cui seguirono successivamente quelle del Belgio e della Francia.

Le Borse rappresentano oggi il cardine attorno a cui ruota il mondo economico e finanziario dei paesi di tutto il mondo.

Borse più importanti

Ogni paese ha una sua Borsa il cui valore e la cui importanza viene misurata da due fattori principali: il valore di capitalizzazione del mercato ed il volume di scambi effettuati.

Tra le principali Borse mondiali troviamo il New York Stock Exchange, il NASDAQ, la Borsa di Tokyo e la Borsa di Londra (London Stock Exchange).

Oggi naturalmente le contrattazioni non avvengono come in passato (‘Alle Grida’) ma si adoperano sistemi telematici che consentono di ridurre ai minimi termini le distanze temporali tra domanda e offerta. Chiunque ha a disposizione un computer e un conto trading può investire in Borsa da ogni angolo del pianeta.

Come anticipato, per classificare correttamente le Borse, si ricorre al valore che si ottiene sommando la capitalizzazione (numero totale di azioni moltiplicate per la quotazione del titolo) di tutte le imprese quotate in quella determinata “piazza”. E’ evidente che la capitalizzazione di una Borsa è mutevole nel tempo a seguito della volatilità del valore delle azioni. L’altro parametro in precedenza accennato è quello relativo al volume degli scambi. I risultati che ne derivano da entrambi servono per sancire quali sono le principali Borse mondiali.

Davanti a tutti troviamo il NYSE Euronext, nato dalla fusione fra la Borsa di New York ed i mercati europei di Amsterdam, Bruxelles, Parigi e Lisbona.
Il NASDAQ (National Association of Securities Dealers Automated Quotation) si posiziona subito dietro in seconda posizione. Tutte le principali società tecnologiche (tra cui Apple, Microsoft, IBM, Google, Yahoo e Facebook) hanno scelto di quotarsi al NASDAQ. L’andamento del NASDAQ viene misurato da una serie di indici, fra cui segnaliamo il seguitissimo “Nasdaq Composite Index”.

Sul gradino più basso del podio si posiziona la Borsa di Tokio, fondata nel lontano 1878 e che oggi si mette in mostra per la presenza di numerose società estere.

Medaglia di legno per le Borsa di Londra (London Stock Exchange) e la Borsa di Milano, con la prima divenuta nel corso del tempo una delle principali piazze finanziarie mondiali, mentre la nostra “Piazza Affari”, vista la limitata capitalizzazione, rientra nel gruppo delle borse secondarie. Nel 2007 è avvenuta la fusione tra la Borsa di Londra e la Borsa di Milano.

A seguire, in questa classifica delle principali Borse mondiali, troviamo la piazza di Hong Kong (Hong Kong Stock Exchange), seguita dalla Borsa cinese di Shanghai (Shanghai Stock Exchange) e via via da tutte le altre (Toronto Stock Exchange, Australian Securities Exchange, Bombay Stock Exchange).

Una volta imparate quali sono le principali Borse mondiali, è evidente che per investire correttamente diviene essenziale scegliere con oculatezza le piazze in cui sono quotati i titoli migliori, prediligendo quelle che offrono una più elevata capitalizzazione che a sua volta si traduce in una maggiore liquidità. Quando si decide di fare trading, la scelta della Borsa su cui operare si rivela basilare per conseguire con più facilità i profitti.

Wall Street

Quando si parla di mercati finanziari, non si può prescindere da Wall Street, ovvero la Borsa di New York.

Come visto in precedenza, la Borsa di New York è la più grande al mondo per volume di scambi, con il suo indice azionario, il Nyse Composite, fra i più importanti e seguiti da tutti gli operatori finanziari del pianeta.

La borsa americana ha alla sue spalle centinaia di anni di storia, nel corso dei quali sono stati registrati periodo molto floridi intervallati da crisi nerissime.

Proprio intorno al 1925 si assistette a una crescita repentina degli indici che moltiplicarono il valore delle azioni in pochissimo tempo. Tutti credevano che fare soldi a Wall Street era relativamente semplice. Il sistema resse fino al grande crollo del ’29, a cui seguì una lunghissima fase di depressione economica che colpì tutta la nazione.

Nel celebre ottobre nero del ’29, fu sufficiente soltanto una settimana per perdere più del 40 per cento, con una danno stimato di oltre 9 miliardi di dollari, una cifra spropositata per quei tempi. L’America era completamente in ginocchio. Soltanto nel 1954 il Dow Jones superò il record registrato il 3 settembre del 1929. Furono necessari ben 25 anni.

Negli anni a seguire la Borsa di Wall Street registrò nuove cadute, come quella del lunedì 19 ottobre 1987, una breve e intensa crisi dalla quale riuscì comunque a riprendersi entro pochi mesi.

Oltre che celebri crolli, la Borsa di New York ha registrato anche delle repentine ascese, come quella del 1997 che portò successivamente allo scoppia della Bolla speculativa dell’anno 2000, con fallimenti a catena delle aziende attive nel comparto tecnologico e violenti crolli del valore delle azioni.

Wall Street comunque è sempre stata capace di riprendersi dalle gravi crisi che l’hanno attraversata nel corso della propria secolare esistenza ed ancora oggi è uno dei simboli e vanti della città di New York.

Il NASDAQ

Il NASDAQ (National Association of Securities Dealers Automated Quotation) rappresenta l’indice dei titoli tecnologici, dove sono quotate aziende e colossi attivi nel settore informatico, come ad esempio Microsoft, Apple, Google, Facebook e Yahoo!.

La sua nascita risale al mese di febbraio del 1971 e al suo interno sono praticamente iscritte le società attive nel settore della New Economy. È un mercato telematico oggi seguito dagli operatori di tutto il mondo, proprio per la presenza al suo interno di colossi hi-tech, i cui risultati economici influenzano l’andamento della economia non soltanto degli USA ma addirittura mondiale.

Borsa Italiana

Pur non essendo una delle più importanti piazze finanziarie del pianeta, la Borsa Italiana, come visto in precedenza, dal 2007 è legata a quella di Londra e fa parte di un gruppo oggi ai vertici mondiali (il London Stock Exchange Group). Si tratta di una holding che controlla Borsa Italiana S.p.A. e il London Stock Exchange plc.

Per quanto riguarda gli orari di apertura della borsa italiana, per coloro che sono interessati a investire sui titoli quotati a Piazza Affari, il calendario ufficiale prevede la chiusura nelle giornate di sabato, di domenica e nei principali giorni festivi. Le contrattazioni, in tali periodi, risultano sospese.

Le chiusure variano di anno in anno, anche se generalmente rimangono pressoché le stesse. Ad esempio nel corso di tutto il 2015, i giorni di chiusura della Borsa Italia sono il 1 gennaio, dal 3 al 6 aprile, l’1 maggio, il 15 agosto, dal 24 al 27 dicembre e il 31 dicembre.